Quercia

La Quercia, fin dall’antichità, è citata come simbolo di forza, di maestosità e di lunga vita.
In effetti, il bonsai di Quercia irradia una senzazione di potenza e vigoria, che poche altre piante riescono a trasmettere. Il tronco è robusto e squamato, i rami sono potenti e affusolati, mentre le foglie, alterne e dentate, possono resistere anche due anni prima di cadere; infine, la produzione delle ghiande evoca nell’osservatore dolci ricordi giovanili. Le specie di questa famiglia sono moltissime ( Farnia, Rovere, Cerro, Leccio, Sughera, ecc.) ma in questo capitolo parleremo della Roverella .
Questa pianta, che deve il suo nome (Quercus pubescens) alla microscopica peluria presente sulla pagina inferiore delle foglie, in natura vegeta benissimo sia nel caldo della Sicilia, sia nel freddo delle Alpi, fino ai 1500 metri di altitudine;
sopporta i terreni calcarei e resiste molto bene alla siccità. Le doti di resistenza appena elencate, unite all’aspetto maestoso ed affascinante, anno permesso a questa essenza di diventare una delle specie più utilizzate nella tecnica bonsai.

ESPOSIZIONE
In primavera, periodo in cui spuntano le nuove foglie, è conveniente tenere la Quercia in pieno sole: un’adeguata illuminazione permette al bonsai di vegetare con vigore, producendo rami robusti e soprattutto foglie piccole e dal colore intenso.
In estate, invece, come per tutti gli altri bonsai, la Quercia va collocata all’ombra. Anche se questa pianta è molto resistente al caldo, va ricordato che ciò non vale per le radici che, in natura, affondano nel fresco del terreno profondo; perciò, se non si dispone di un ambiente ombreggiato bisogna almeno coprire i vasi in modo da proteggere l’apparato radicale dal caldo eccessivo.
In autunno, ci si può regolare come in primavera, esponendo il bonsai in pieno sole così da permettergli di vivere in salute, producendo nuova vegetazione ed accumulando energia, necessaria per la stagione fredda.
In inverno, le Querce possono essere tenute tranquillamente all’esterno, magari proteggendo il vaso dalle gelate, poiché come già detto, la radice è la parte più sensibile agli sbalzi di temperatura.

ANNAFFIATURA
L’annaffiatura si effettua come per gli altri bonsai: utilizzando un annaffiatoio con soffione a fori sottili, il terriccio va irrigato abbondantemente quando si presenta asciutto, ripetendo l’operazione due o tre volte a distanza di qualche minuto per fare in modo che il substrato assorba completamente l’acqua versata.
Le nebulizzazioni sulla chioma sono da evitare, poiché l’eccessiva umidità sulla pagina superiore delle foglie favorisce lo sviluppo dell’Oidio (mal bianco) quindi, per creare un microclima idoneo, è meglio collocare un sottovaso con ghiaia umida sotto la pianta.

POTATURA
La Quercia reagisce molto bene alla potatura, producendo subito nuova vegetazione e cicatrizzando le ferite in poco tempo. Dopo un accorciamento drastico, o dopo una capitozzatura, occorre tenere d’occhio la nuova produzione di germogli, in modo da eliminare quelli che non servono, permettendo a quelli utili di crescere più velocemente.
Il periodo migliore per effettuare la potatura è l’inverno: in questa stagione, soprattutto se il bonsai viene rinvasato, è opportuno effettuare un’adeguata potatura, con la tronchese concava, che compensi l’accorciamento delle radici.
La scelta delle branche da accorciare o da eliminare dipende dallo stile del bonsai, in ogni caso vanno eliminati quei rami che sviluppano in senso verticale, e quelli che si incrociano. Dopo aver effettuato la potatura, ricordarsi di medicare i tagli con il mastice o la pasta cicatrizzante.
PINZATURA
Per
ottenere una crescita più equilibrata, durante la stagione vegetativa (3-4 volte l’anno) si “pinzano” i nuovi germogli; l’operazione si effettua, con la forbice lunga, sui nuovi rametti con 6-7 internodi, accorciandoli al primo internodo. Questa tecnica, oltre ad infoltire la chioma, permette di ottenere rami più sottili e foglie più piccole.
Va ricordato che, la Quercia costantemente pinzata sarà più bella ma non produrrà le ghiande: se vogliamo permettere al bonsai di fruttificare, dovremo evitare questa tecnica e accorciare i rami solo dopo aver verificato la presenza di gemme fiorifere.

DEFOGLIAZIONE
In giugno si può effettuare la defogliazione, tecnica utile per ridurre la grandezza delle foglie. L’operazione si effettua, con l'apposito defogliatore, eliminando i 2/3 di ogni foglia. Dopo pochi giorni, quando il bonsai ha iniziato a produrre le nuove foglioline, si possono eliminare le parti rimanenti delle vecchie foglie.
La defogliazione è una tecnica che necessita di molta energia, quindi, ricordarsi di effettuarla esclusivamente su piante in perfetto stato di salute, poiché un bonsai sofferente potrebbe non riuscire a riprendere la vegetazione.

RINVASO
Come per la potatura, il periodo migliore per il rinvaso và dalla caduta delle foglie (novembre) al rigonfiamento delle gemme (marzo) prima che spunti la nuova vegetazione. L’apparato radicale deve essere ridotto di 1/3, utilizzando la forbice per radici, e se necessario, lo si può liberare completamente dal vecchio terriccio lavorando “a radice nuda”. Il substrato deve avere un buon drenaggio, ma non deve asciugare troppo velocemente, perciò, non è opportuno usare Akadama assoluta, bensì, un terriccio contenente sostanza organica (tipo Terriccio Pronto).
Ricordarsi di rinvasare solo piante in buona salute e, se l’inverno è particolarmente rigido, proteggere dal gelo le Querce appena rinvasate.
La forma del vaso da utilizzare, varia a seconda dello stile, in ogni caso, si preferisce un vaso profondo e di colore scuro.

CONCIMAZIONE
Le concimazioni devono essere costanti per tutto il periodo vegetativo (marzo-giugno e metà agosto-metà ottobre). Fare attenzione a non esagerare con le dosi e usare preferibilmente fertilizzanti a lenta cessione, tipo Bio-Gold, Hanagokoro, ecc.

APPLICAZIONE FILO
Il filo di alluminio ramato (utile per orientare i rami nella direzione voluta) si può avvolgere tutto l’anno, evitando il periodo di massima vegetazione (aprile-maggio). Il filo può segnare facilmente corteccia, quindi, si consiglia di avvolgere i rami con la rafia prima di procedere all’avvolgimento. Lo spessore del filo deve essere adeguato alla grandezza e alla flessibilità del ramo perciò, conviene disporre di misure diverse.
Ricordarsi di avvolgere il filo con una angolazione di 45° (se le spire sono troppo ravvicinate, il filo non tiene) partire avvolgendo i rami più grossi e arrivando ai più sottili. Se il filo applicato non riesce a tenere il ramo in posizione si può applicare un’altro filo, l’importante è non farli incrociare. Infine, per le conifere (Pini, Ginepri, etc.) è consigliabile l'uso del filo in rame.

DIFESA DAI PARASSITI
Le patologie più comuni alle quali può andare incontro la Quercia sono: l’ Oidio (mal bianco) il marciume radicale e i classici attacchi dovuti agli insetti provenienti dalle piante vicine (Acari, Afidi e Cocciniglie).
Una difesa efficace è rappresentata da trattamenti preventivi, effettuati a cadenza quindicinale, con Fongys e Kiros, indicati contro l’Oidio e tutti gli insetti. Infine, un paio di trattamenti l’anno effettuati con l’Aliette, proteggono il bonsai dall’ insidioso marciume radicale

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